STRESS ACUTO

DISTURBO DA STRESS ACUTO

La caratteristica essenziale del disturbo da stress acuto è lo sviluppo di sintomi specifici che durano da tre giorni a 1 mese dall’esposizione a uno o più eventi traumatici.

L’alterazione provoca un disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altri contesti importanti. Gli eventi traumatici che sono vissuti direttamente includono, anche se non sono limitati a, esposizione alla guerra come soldato o civile, aggressione fisica reale o minacciata (per es., violenza sessuale, attacco fisico, combattimento attivo, rapina, violenza fisica e/o sessuale infantile, essere rapito, essere preso in ostaggio, attacco terroristico, tortura), disastri naturali o provocati dall’uomo (per es., terremoto, maremoto, uragano, disastri idrogeologici, incidente navale ecc.) e incidenti gravi (per es. grave incidente automobilistico, incidente industriale). Per i bambini gli eventi sessuali traumatici possono includere esperienze sessuali inappropriate senza violenza o lesioni. Una malattia che mette a repentaglio la vita o una condizione medica debilitante non è necessariamente considerata un evento traumatico. Incidenti medici qualificati come eventi traumatici comprendono improvvisi eventi catastrofici (per es., svegliarsi durante un intervento chirurgico, shock anafilattico). Fare esperienza di una ripetuta o estrema esposizione a dettagli avversivi dell’evento o degli eventi traumatici (per es., i primi soccorritori che raccolgono resti umani; agenti di polizia ripetutamente esposti a dettagli di abusi su minori). Un’esposizione indiretta attraverso l’apprendimento di un evento è limitata a esperienze che interessano parenti o amici stretti e a esperienze violente o accidentali. Tali eventi includono aggressione personale violenta, suicidio e lesioni gravi. Il disturbo può risultare particolarmente grave o prolungato quando il fattore stressante è interpersonale e intenzionale (per es., tortura, violenza sessuale).

I criteri diagnostici indicati dal DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico per i Disturbi Mentali) riportano la presenza di nove o più sintomi di ciascuna delle cinque categorie relative a intrusione, umore negativo, dissociazione, evitamento ed attivazione neurovegetativa incongrua (ad es., difficoltà relative al sonno, comportamento irritabile o esplosioni di rabbia, ipervigilanza, esagerate risposte d’allarme, problemi di concentrazione), che sono iniziati o peggiorati dopo l’evento o gli eventi traumatici.

Le persone con disturbo da stress acuto hanno solitamente pensieri catastrofici estremamente negativi circa il loro ruolo nell’evento traumatico, la loro risposta all’esperienza traumatica oppure la possibilità di danno futuro. Per esempio, sentirsi estremamente in colpa per non essere stato in grado di prevenire l’evento traumatico o di adattarsi con maggiore successo all’esperienza vissuta. Le persone con disturbo da stress acuto possono anche interpretare i loro sintomi in modo catastrofico, così che i flashback o l’intorpidimento emotivo possono essere interpretati come segno di una diminuita capacità mentale. Inoltre è comune la presenza di attacchi di panico durante il primo mese dopo l’esposizione al trauma, che possono essere innescati da fattori che suscitano ricordi collegati con il trauma o verificarsi in modo spontaneo. Oltre a ciò, le persone con disturbo da stress acuto possono mostrare un comportamento caotico o impulsivo. Per esempio, possono guidare in modo spericolato, prendere decisioni irrazionali o giocare eccessivamente d’azzardo. Nei bambini può esservi una significativa ansia da separazione, eventualmente manifestata attraverso un eccessivo bisogno di attenzione da parte dei genitori o di chi se ne prende cura. In caso di lutto a seguito di una morte avvenuta in circostanze traumatiche, i sintomi del disturbo da stress acuto possono comportare reazioni di dolore acuto. In questi casi, i sintomi associati al rivivere l’evento traumatico, dissociativi e di attivazione neurovegetativa possono comportare reazioni alla perdita, come ricordi intrusivi delle circostanze della morte di un individuo, incredulità relativa alla morte di un individuo e rabbia nei confronti della morte. Sintomi postconcussivi (ad es., mal di testa, vertigini, sensibilità a luce e rumore, irritabilità, difficoltà di concentrazione), sono frequenti nei casi di disturbo da stress acuto.

La prevalenza del disturbo da stress acuto in popolazioni che sono state esposte di recente a un trauma (per es., entro un mese dall’esposizione al trauma) varia in base alla natura dell’evento e al contesto in cui si è verificato. Sia nella popolazione statunitense che in altre, il disturbo da stress acuto tende ad essere riconosciuto in meno del 20% dei casi a seguito di eventi traumatici che non comportano aggressione interpersonale; nel 13-21% degli incidenti stradali, nel 14% di lievi danni cerebrali da trauma, nel 19% delle aggressioni, nel 10% di gravi incidenti e nel 6-12% di incidenti industriali. Tassi più elevati (20-50%) sono stati riportati a seguito di eventi traumatici interpersonali, compresa aggressione, stupro e l’aver assistito a un’uccisione di massa.

Benché il disturbo da stress acuto possa progredire verso un disturbo da stress post-traumatico (DSPT) dopo un mese, può anche esserci una risposta transitoria allo stress che si risolve entro un mese dall’esposizione al trauma e non sfocia in un DSPT. Circa la metà degli individui che sviluppano eventualmente un DSPT presenta inizialmente un disturbo da stress acuto. Può verificarsi un peggioramento dei sintomi durante il primo mese, spesso come risultato di fattori stressanti nella vita quotidiana o di ulteriori eventi traumatici.

Eventi stressanti che non possiedono le gravi e traumatiche componenti degli eventi descritti sopra possono portare ad un disturbo dell’adattamento, ma non a un disturbo da stress acuto.

L’evento traumatico può essere rivissuto in vari modi. Solitamente, la persona ha ricordi ricorrenti e intrusivi dell’evento. I ricordi sono spontanei o innescati da memorie ricorrenti dell’evento che solitamente si verificano in risposta allo stimolo che riporta all’esperienza traumatica (per esempio lo schioppettio di una marmitta che suscita ricordi di colpi d’arma da fuoco). Questi ricordi intrusivi includono spesso componenti sensoriali (per es., avvertire il calore intenso che è stato percepito durante l’incendio della casa), emotive (per es., sperimentare la paura di quando si crede di stare per essere accoltellati) o fisiologiche (per es., sperimentare la mancanza di respiro quando si sta per annegare).

Sogni spiacevoli possono avere contenuti rappresentativi o tematicamente collegati con le principali minacce coinvolte nell’evento traumatico.

Gli stati dissociativi possono durare da pochi secondi ad alcune ore, oppure anche giorni, durante i quali le componenti dell’evento vengono rivissute e l’individuo si comporta come se stesse rivivendo l’evento in quel momento. Mentre le risposte dissociative sono comuni durante un evento traumatico, solo le risposte dissociative che persistono oltre tre giorni dall’esposizione al trauma sono considerate per la diagnosi del disturbo d stress acuto.

Alcune persone con il disturbo da stress acuto non hanno ricordi intrusivi dell’evento in sé, ma sperimentano invece un’intensa sofferenza psicologica o reattività fisiologica quando sono esposti ad eventi scatenanti che assomigliano o simboleggiano un aspetto dell’evento traumatico. Le alterazioni della consapevolezza possono includere la depersonalizzazione, ovvero un senso di distacco da se stessi o la derealizzazione, ossia avere una visione distorta dell’ambiente circostante. Alcuni individui riferiscono anche l’incapacità di ricordare un aspetto importante dell’evento traumatico che è stato presumibilmente codificato. Questo sintomo è attribuibile all’amnesia dissociativa e non è attribuibile a trauma cranico, alcol o sostanze psicotrope.

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